Cos'è il DVE: la Distribuzione del Valore Economico

Il Prospetto di Distribuzione del Valore Economico (DVE) — in inglese EVS, Economic Value Statement — è un indicatore economico incluso in quasi tutti i bilanci di sostenibilità. È richiesto dallo standard GRI 201: Economic Performance ed è presente anche negli schemi ESRS come informazione obbligatoria riguardante la performance economica dell'azienda.

Il DVE risponde a una domanda semplice ma fondamentale: di tutta la ricchezza che questa azienda genera, quanta e a chi va distribuita? A differenza del conto economico tradizionale — che mostra ricavi, costi e utile dal punto di vista dell'azionista — il DVE adotta una prospettiva stakeholder-centrica: mostra come il valore economico creato venga distribuito tra tutti coloro che contribuiscono alla vita dell'impresa e che ne beneficiano.

Perché il DVE è diverso dal conto economico

Nel conto economico il salario dei dipendenti è un "costo", come le tasse e i pagamenti ai fornitori. Nel DVE, questi stessi flussi diventano "distribuzione di valore": la dimostrazione che l'azienda porta ricchezza concreta a lavoratori, territorio, Stato e comunità — non solo agli azionisti. È una narrazione economica diversa e più completa.

Come si calcola il DVE: la struttura base

Il DVE si costruisce in due passaggi: prima si calcola il valore economico generato, poi si mostra come viene distribuito tra i diversi stakeholder. Il valore economico trattenuto (la differenza) rimane all'interno dell'azienda come autofinanziamento.

Schema semplificato del DVE

= Valore economico generato Ricavi netti + proventi finanziari + altri proventi

Fornitori Costi operativi per acquisto di beni, servizi e materie prime
Dipendenti Salari, stipendi, benefit, contributi previdenziali
Finanziatori Interessi passivi su debiti bancari e obbligazionari
Pubblica Amministrazione Imposte sul reddito e altri tributi
Comunità Donazioni, sponsorizzazioni, investimenti comunitari
Azionisti / Soci Dividendi distribuiti nell'esercizio

= Valore economico trattenuto Autofinanziamento: ammortamenti + utile non distribuito

I dati necessari per costruire il DVE si trovano quasi interamente nel bilancio d'esercizio e nel libro paga aziendale — non richiede rilevazioni aggiuntive particolarmente complesse. Per le PMI, è spesso uno degli indicatori ESG più facili da calcolare e tra quelli con il maggiore impatto comunicativo.

I beneficiari del valore: chi sono e cosa rappresentano

Fornitori: il valore che rimane nel territorio

I costi operativi verso i fornitori rappresentano tipicamente la quota più ampia del DVE — spesso il 60-85% del valore generato nelle imprese manifatturiere e commerciali. Questo flusso diventa particolarmente rilevante se disaggregato per provenienza geografica: quanta parte degli acquisti va a fornitori locali (del territorio provinciale o regionale) rispetto a fornitori nazionali o esteri?

La percentuale di spesa destinata a fornitori locali è uno degli indicatori più apprezzati dagli stakeholder territoriali — Comuni, Camere di Commercio, associazioni di categoria — perché dimostra il radicamento dell'impresa nel tessuto economico locale e l'effetto moltiplicatore che genera nell'economia del territorio.

Dipendenti: il lavoro come creazione di valore

Il valore distribuito ai dipendenti include salari lordi, benefit (assicurazione sanitaria integrativa, buoni pasto, auto aziendale, piano welfare), contributi previdenziali a carico dell'azienda e trattamenti di fine rapporto. Nelle PMI italiane, questa voce rappresenta di solito tra il 10% e il 25% del valore generato.

La rendicontazione può essere arricchita con indicatori complementari come il salario medio annuo per dipendente, il rapporto tra la retribuzione più alta e quella più bassa (pay ratio), e la percentuale di dipendenti con contratto a tempo indeterminato — che contestualizzano il numero assoluto e permettono agli stakeholder di valutare la qualità del lavoro offerto.

Pubblica Amministrazione: la contribuzione al bene pubblico

Le imposte sul reddito, l'IRAP, le accise, i contributi previdenziali e altri tributi versati allo Stato e agli enti locali rappresentano il contributo diretto dell'azienda al finanziamento dei servizi pubblici — sanità, istruzione, infrastrutture, sicurezza. Esplicitare questo flusso nel DVE valorizza un impatto che spesso rimane invisibile nella comunicazione aziendale ordinaria.

Alcune aziende arricchiscono questa sezione includendo le informazioni sulla propria politica fiscale — conformità alla normativa, assenza di strutture di ottimizzazione fiscale aggressiva, approccio cooperativo con l'Agenzia delle Entrate — coerentemente con i requisiti ESRS G1 sulla governance fiscale responsabile.

Comunità: gli investimenti sociali volontari

La voce "comunità" del DVE raccoglie tutti i flussi di risorse che l'azienda destina volontariamente al territorio e alla società civile: donazioni a enti del terzo settore, sponsorizzazioni di eventi culturali o sportivi locali, borse di studio, contributi a progetti di welfare territoriale, volontariato d'impresa (employee volunteering con valorizzazione del costo orario).

Questa voce è spesso la più piccola in valore assoluto, ma la più visibile in comunicazione — ed è quella su cui le PMI tendono a concentrare la propria narrazione di responsabilità sociale. Il DVE mette questa dichiarazione in prospettiva, mostrando che gli investimenti comunitari sono parte di un sistema più ampio di creazione di valore condiviso.

Finanziatori: il costo del capitale

La voce include gli interessi passivi corrisposti a banche, istituti di credito, obbligazionisti e altri creditori finanziari. Rappresenta il costo del debito — la remunerazione del capitale di terzi che l'azienda utilizza per finanziare le proprie attività.

Azionisti e soci: i dividendi distribuiti

I dividendi distribuiti nell'esercizio di rendicontazione — non gli utili generati, ma solo quelli effettivamente distribuiti — rappresentano la remunerazione del capitale di rischio. Per molte PMI italiane a gestione familiare, questa voce è zero o molto bassa: gli utili vengono tipicamente reinvestiti nell'azienda piuttosto che distribuiti ai soci.

Come usare il DVE nella comunicazione ESG

Il DVE è uno strumento di narrazione economica molto potente, ma spesso sottoutilizzato. Alcune idee per valorizzarlo nella comunicazione:

  • Grafici a torta o a cascata — visualizzare la distribuzione del valore tra i diversi stakeholder con elementi grafici rende immediatamente comprensibile la struttura — anche per lettori non esperti di bilanci
  • Confronto pluriennale — mostrare l'evoluzione del DVE su tre-cinque anni rivela le tendenze: il valore generato è cresciuto? Come è cambiata la distribuzione tra le diverse categorie?
  • Focus sui fornitori locali — estrarre e comunicare separatamente la quota di acquisti da fornitori del territorio è spesso uno degli impatti più apprezzati dalle comunità locali
  • Calcolo del moltiplicatore locale — con metodologie semplici (es. SROI analysis), alcune aziende calcolano quanti euro di valore economico locale vengono generati per ogni euro di acquisti da fornitori locali, amplificando la narrazione dell'impatto territoriale
Un esempio concreto

Una PMI manifatturiera bresciana con €10 milioni di fatturato che acquista il 60% delle materie prime da fornitori della provincia, che occupa 45 dipendenti con contratto stabile a una media salariale superiore al contratto collettivo, e che versa €800.000 di imposte all'anno ha già tutti gli ingredienti per un DVE che racconta un impatto economico locale molto significativo — anche senza un utile netto elevato.

Il DVE negli standard internazionali

Il GRI 201-1 richiede esplicitamente la disclosure del valore economico diretto generato e distribuito, con il dettaglio delle categorie elencate sopra. Indica anche di distinguere il valore trattenuto (autofinanziamento) dal valore distribuito, e di fornire separatamente i dati per le aree geografiche significative.

L'ESRS E1 e l'ESRS 2 richiedono informazioni sulla performance economica dell'azienda, incluse le fonti di valore generate e la loro distribuzione tra gli stakeholder. Per le aziende soggette a CSRD, il DVE è parte integrante delle informazioni obbligatorie sulla performance economica.

Il VSME Standard per le PMI include una versione semplificata del DVE — accessibile anche ad aziende senza un team dedicato alla sostenibilità — che può essere costruita direttamente dai dati del bilancio d'esercizio e del libro paga.

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