Cosa sono gli ESRS e perché vengono rivisti
Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono gli standard tecnici che definiscono esattamente cosa, come e con quale dettaglio le imprese soggette alla CSRD devono rendicontare la propria sostenibilità. Adottati con il Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 nel luglio 2023, comprendono 12 standard tematici — cinque ambientali (E1–E5), quattro sociali (S1–S4), uno di governance (G1) — più due standard trasversali (ESRS 1 e ESRS 2) che definiscono le regole generali.
Già nella fase di consultazione 2022–2023, molte imprese e associazioni di categoria avevano segnalato l'eccessiva complessità degli ESRS: il numero di data point richiesti era stimato in oltre 1.100, con granularità molto superiori a qualsiasi altro standard di rendicontazione esistente. Il pacchetto Omnibus I, entrato in vigore il 18 marzo 2026, ha mandatato la Commissione Europea a revisionare gli ESRS entro 12 mesi per renderli più proporzionati alle capacità aziendali.
La revisione degli ESRS è un processo in due fasi. L'Omnibus I (Direttiva (UE) 2026/470) definisce i principi della revisione e il mandato politico. La revisione tecnica vera e propria — che produrrà un nuovo Regolamento Delegato che sostituirà il (UE) 2023/2772 — è in corso a cura della Commissione Europea con il supporto tecnico dell'EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group). Le bozze tecniche circolate nel 2025 forniscono un quadro chiaro delle direzioni di semplificazione, anche se il documento finale non è ancora pubblicato.
I numeri della semplificazione
La riduzione punta a mantenere le disclosure materiali per investitori e stakeholder, eliminando i data point di dettaglio con basso valore informativo aggiuntivo. In parallelo, molti requisiti originariamente "shall" (obbligatori) diventano "encouraged" (incoraggiati ma non obbligatori), con la conseguenza che le imprese possono tralasciarli se il tema non è materiale — senza necessità di esplicitare il motivo dell'omissione.
Le cinque direzioni della revisione
ESRS originali (2023)
- ~1.144 data point totali
- Molti "shall" anche su temi non materiali (con obbligo di spiegare perché non si applica)
- Standard di settore obbligatori in pipeline
- Requisiti catena del valore molto estesi
- Allineamento GRI parziale (sovrapposizione ~50%)
- Soglia di applicazione: 250+ dipendenti (wave 2)
ESRS Revised (attesi 2027)
- ~700 data point totali
- Molti requisiti diventano "encouraged" (volontari per non-materialità)
- Standard di settore: volontari o rinviati
- Cap sui dati richiesti ai fornitori (max 2 anni di transizione)
- Allineamento GRI rafforzato (~67% di sovrapposizione)
- Soglia di applicazione: 1.000+ dipendenti (post-Omnibus I)
Il pilastro ambientale (E1–E5): cosa rimane obbligatorio
La semplificazione non è uniforme tra i cinque standard ambientali. L'ESRS E1 (Cambiamento climatico) rimane il più oneroso e sostanzialmente invariato nella sua struttura, mentre gli standard E2–E5 beneficiano delle maggiori semplificazioni.
| Standard | Tema | Disclosure chiave — obbligatorie | Principali semplificazioni |
|---|---|---|---|
| ESRS E1 | Cambiamento climatico | Piano di transizione (E1-1), obiettivi di riduzione GHG (E1-4), emissioni Scope 1+2+3 (E1-6), intensità carbonica | Alcune metriche di dettaglio del piano di transizione diventano volontarie; semplificazione del calcolo Scope 3 per le categorie meno rilevanti |
| ESRS E2 | Inquinamento | Emissioni di sostanze preoccupanti in aria, acqua, suolo (se materiale) | Molti data point di dettaglio su sostanze specifiche diventano "encouraged"; riduzione del perimetro di rendicontazione per le catene del valore |
| ESRS E3 | Acqua e risorse marine | Consumo idrico (E3-4), aree ad alto stress idrico, politiche idriche (se materiale) | La disclosure separata di prelievo e scarico rimane incoraggiata (GRI-aligned) ma non obbligatoria per ESRS; rafforzato il focus sul consumo netto |
| ESRS E4 | Biodiversità ed ecosistemi | Impatto su aree protette (se materiale), uso del suolo | Standard fortemente semplificato: la maggior parte delle disclosure diventa volontaria salvo materialità specifica; allineamento con TNFD raccomandato |
| ESRS E5 | Economia circolare | Risorse in entrata e in uscita (flussi di materiali), rifiuti (se materiale) | Riduzione del dettaglio richiesto su packaging e prodotti; perimetro catena del valore limitato; indicatori di circolarità semplificati |
Le disclosure sul clima (ESRS E1) sono quelle con minore semplificazione. Il piano di transizione verso Net Zero, gli obiettivi di riduzione GHG basati sulla scienza (SBT-aligned), le emissioni Scope 1+2+3 e l'analisi degli scenari climatici rimangono requisiti sostanzialmente invariati. La ragione è che E1 è centrale per le aspettative degli investitori e per il collegamento con la Tassonomia UE. Chi dovrà rendicontare non può pianificare una riduzione significativa del lavoro su E1 rispetto agli ESRS originali.
L'acqua: la distinzione tra ESRS e GRI che conta
La revisione degli ESRS E3 chiarisce ulteriormente una distinzione tecnica importante che già negli standard originali era presente ma poco evidenziata. Gli ESRS E3-4 richiedono la disclosure del consumo idrico — calcolato come differenza tra l'acqua prelevata e l'acqua restituita alla fonte (scarico). È la quota di acqua che l'azienda "consuma" in senso stretto: per evaporazione, incorporazione nel prodotto, perdite nel processo.
I GRI Standards (in caso di materialità) richiedono invece disclosure più granulari:
- GRI 303-3: prelievo idrico per fonte (acque di superficie, falde, rete pubblica, acque piovane)
- GRI 303-4: scarico idrico per destinazione e qualità
- GRI 303-5: consumo idrico (corrispondente all'ESRS E3-4)
Per le aziende che utilizzano entrambi gli standard (CSRD + GRI), l'allineamento nei termini tecnici di ESRS Revised riduce il rischio di rendicontare dati incoerenti — ma richiede di essere consapevoli di questa differenza nell'interpretazione dei dati richiesti.
La catena del valore: meno dati, più proporzionalità
Uno dei punti più controversi degli ESRS originali era l'obbligo di raccogliere dati lungo tutta la catena del valore (upstream dai fornitori e downstream verso i clienti). Per molte PMI — incluse quelle non in scope della CSRD ma esposte come fornitrici — questo aveva creato aspettative di richieste di dati molto dettagliate da parte dei propri clienti.
Gli ESRS Revised introducono due limiti importanti:
- Cap temporale: le imprese in scope possono ricorrere a stime e dati medi di settore per la catena del valore nei primi due anni di rendicontazione, senza dover raccogliere dati primari dai fornitori
- Proporzionalità: i questionari ESG verso i fornitori dovranno essere basati su un insieme limitato e standardizzato di dati, riducendo la proliferazione di richieste eterogenee
Le PMI non soggette direttamente alla CSRD non sono tenute a rispondere ai questionari ESG dei propri clienti con i dati richiesti dagli ESRS. Tuttavia, la pressione commerciale rimane: i clienti in scope chiederanno comunque informazioni di sostenibilità ai propri fornitori. Con gli ESRS Revised, queste richieste dovrebbero essere più standardizzate e proporzionate rispetto al passato — ma non scompaiono. Prepararsi con una baseline di dati ambientali e un profilo ESG strutturato rimane un vantaggio competitivo concreto.
Chi è ancora obbligato a rendicontare: le soglie post-Omnibus
La semplificazione degli standard tecnici va di pari passo con la riduzione dello scope di applicazione della CSRD. La nuova mappa delle imprese obbligate:
PIE (Public Interest Entities) con più di 500 dipendenti — banche, assicurazioni, imprese quotate di grande dimensione. Continuano a rendicontare senza interruzione. Adotteranno gli ESRS Revised dalla prima stagione di reporting successiva alla pubblicazione del nuovo Regolamento Delegato.
La soglia originale di 250 dipendenti è stata portata a 1.000 dipendenti dall'Omnibus I. Grandi imprese non quotate che superino almeno due dei tre criteri: 1.000+ dipendenti, €25 milioni di attivo, €50 milioni di fatturato. Prima rendicontazione per l'esercizio 2027, pubblicata nel 2028. Adottano direttamente gli ESRS Revised (non gli ESRS originali).
PMI con azioni quotate su mercati regolamentati UE, enti creditizi piccoli non complessi e imprese di assicurazione captive che non rientrino nei criteri wave 1 o 2. Queste imprese potranno adottare un VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs) semplificato sviluppato dall'EFRAG.
Gruppi con sede extra-UE con fatturato generato nell'Unione superiore a €150 milioni. Anche per questi si applicherebbe uno standard semplificato rispetto agli ESRS completi.
La timeline degli ESRS Revised
La Commissione presenta il pacchetto Omnibus con la proposta di revisione della CSRD, incluso il mandato a revisionare gli ESRS. Le bozze tecniche EFRAG per gli ESRS Revised iniziano a circolare.
La direttiva entra in vigore. La Commissione ha formalmente 12 mesi per adottare il Regolamento Delegato che revisionerà gli ESRS (sostitutivo del Reg. Delegato (UE) 2023/2772).
La Commissione adotta il Regolamento Delegato con i nuovi ESRS semplificati. Da questo momento, le imprese in scope della wave 2 (1.000+ dipendenti) avranno il quadro normativo definitivo per il proprio primo anno di rendicontazione (FY 2027).
Le imprese con 1.000+ dipendenti avviano la raccolta dati per FY 2027. Pubblicano il primo bilancio di sostenibilità conforme agli ESRS Revised nel 2028, allegato alla relazione finanziaria.
Il migliore allineamento con i GRI Standards
Una delle critiche più ricorrenti agli ESRS originali era la scarsa compatibilità con i GRI Standards, lo standard globale più usato per il bilancio di sostenibilità. Molte imprese con rendicontazione GRI già in corso si trovavano a dover raccogliere dati aggiuntivi e produrre disclosure con formati diversi per soddisfare entrambi gli standard.
Gli ESRS Revised aumentano la sovrapposizione con i GRI da circa il 50% a circa il 67%. In pratica, questo significa che circa due terzi dei data point richiesti dagli ESRS si trovano già nei GRI Standards equivalenti. Le principali aree di allineamento rafforzato includono:
- GHG emissions (ESRS E1 ↔ GRI 305)
- Energia (ESRS E1 ↔ GRI 302)
- Acqua — consumo (ESRS E3-4 ↔ GRI 303-5)
- Forza lavoro propria (ESRS S1 ↔ GRI 401, 403, 404)
- Pratiche anticorruzione (ESRS G1 ↔ GRI 205)
Per le imprese in scope CSRD, gli ESRS restano obbligatori e non sostituibili dai GRI. Tuttavia, il maggiore allineamento significa che chi già produce un bilancio GRI avrà meno lavoro aggiuntivo per soddisfare gli ESRS. Per le PMI fuori scope che rendicontano volontariamente, il GRI rimane la scelta più flessibile e proporzionata. L'ESRS Revised non cambia questa logica: non è un'alternativa ai GRI, è lo standard obbligatorio per chi rientra nella CSRD.
Come prepararsi agli ESRS Revised
Il messaggio pratico per le imprese che si avvicinano alla rendicontazione obbligatoria è chiaro: la semplificazione degli ESRS non elimina il lavoro preliminare, lo rende più mirato. Ecco le priorità:
- Condurre l'analisi di doppia materialità — Il punto di ingresso rimane invariato: sapere quali temi ESG sono materiali per la propria azienda. Solo i temi materiali richiedono disclosure complete. Con gli ESRS Revised, la materialità è ancora più decisiva perché molti requisiti diventano davvero facoltativi per i temi non materiali.
- Prioritizzare la raccolta dati su ESRS E1 — Per chi ha impatti climatici rilevanti, la raccolta dati su Scope 1, Scope 2 e le principali categorie Scope 3 è il primo investimento da fare. Non è molto semplificata e richiede sistemi di data collection stabili.
- Costruire la baseline ambientale — Bollette energetiche, consumi idrici, dati sui rifiuti e i formulari di trasporto (FIR) sono la base. Sistematizzare la raccolta oggi riduce significativamente il lavoro del primo anno di rendicontazione.
- Non aspettare la versione definitiva degli ESRS Revised — Le aree di semplificazione sono già sufficientemente chiare dalle bozze tecniche EFRAG. Chi attende il testo definitivo del 2027 parte in ritardo: il primo anno di rendicontazione (FY 2027) inizia a gennaio 2027.
- Valutare il doppio standard (ESRS + GRI) — Per le imprese con stakeholder internazionali, produrre un bilancio che soddisfa sia ESRS che GRI è sempre più accessibile con l'allineamento rafforzato. Richiede però una pianificazione deliberata, non una semplice aggiunta a posteriori.
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