Cosa sono le EBA Guidelines e perché contano

L'EBA (European Banking Authority) è l'autorità di regolamentazione bancaria europea. Le sue linee guida sono vincolanti per tutte le banche dell'UE. Il quadro sui rischi ESG si articola su due strumenti principali: le EBA/GL/2020/06 (Guidelines on loan origination and monitoring), che integrano i criteri ESG nella valutazione del credito con applicazione piena dal dicembre 2023, e le EBA/GL/2024/09 (Guidelines on the management of ESG risks, giugno 2024), che estendono l'obbligo alla gestione sistemica dei rischi climatici e ambientali nell'intero portafoglio bancario.

In pratica, dalla valutazione iniziale di un finanziamento al monitoraggio nel tempo, la banca deve ora considerare:

  • I rischi fisici climatici dell'impresa: la sua esposizione a fenomeni meteorologici estremi, siccità, alluvioni
  • I rischi di transizione: come la normativa ambientale in evoluzione potrebbe impattare il modello di business
  • I rischi sociali: governance del personale, rispetto degli standard lavorativi, struttura della catena di fornitura
  • I rischi di governance: struttura proprietaria, rischi di corruzione, qualità della gestione

Come si traduce in pratica per chi chiede un prestito

Le banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BancoBPM, ma anche gli istituti territoriali e le BCC) stanno progressivamente integrando le EBA Guidelines nei loro processi. Cosa significa concretamente per una PMI che chiede un finanziamento?

Questionari ESG

Sempre più spesso, le banche affiancano ai tradizionali documenti finanziari (UNICO, bilancio, CAN) un questionario ESG. Può essere somministrato dalla direzione commerciale o integrato nella piattaforma digitale di richiesta. Le domande tipiche riguardano:

  • Consumi energetici e fonti di approvvigionamento
  • Presenza di certificazioni ambientali (ISO 14001, EMAS)
  • Politiche sulla salute e sicurezza dei lavoratori
  • Struttura di governance e presenza di un codice etico
  • Esposizione a settori ad alto rischio climatico o reputazionale

Scoring ESG integrato nel rating

Le banche più strutturate hanno già integrato un "punteggio ESG" nel proprio sistema di rating interno (l'AIRB — Advanced Internal Ratings-Based). Questo punteggio può incidere sullo spread applicato al finanziamento, sull'importo massimo erogabile o sulle garanzie richieste. Non si tratta ancora di un effetto automatico e diretto per tutte le banche, ma la direzione è chiara — e il processo si sta accelerando.

Monitoraggio nel tempo

Le EBA Guidelines richiedono alle banche non solo di valutare i rischi ESG al momento dell'erogazione, ma di monitorarli nel tempo. Per i clienti con esposizioni rilevanti, le banche possono richiedere aggiornamenti periodici sul profilo ESG dell'impresa.

Attenzione: il greenwashing bancario è sanzionato

Le EBA Guidelines prevedono anche obblighi di trasparenza per le banche stesse: devono pubblicare il "Green Asset Ratio" (GAR) e il "Banking Book Taxonomy Alignment Ratio" (BTAR), che mostrano quanta parte del loro portafoglio creditizio è allineata alla Tassonomia Verde UE. Questo crea un incentivo diretto per le banche a favorire clientela con profilo ESG documentato.

I tre tipi di rischio ESG nelle linee guida EBA

Tipo di rischioDescrizioneEsempi concreti per le PMI
Rischi fisici acutiEventi climatici estremi che danneggiano asset o interruzione operativaAlluvione nel sito produttivo; siccità che riduce disponibilità di materie prime agricole
Rischi fisici croniciCambiamenti graduali del clima che alterano le condizioni operativeAumento temperature medie che aumenta consumi di raffreddamento; stress idrico in zone aride
Rischi di transizioneNormative, tecnologie o preferenze di mercato che rendono obsolete attività ad alto impattoCarbon pricing che aumenta i costi di processo; clienti che escludono fornitori senza certificazione ESG
Rischi socialiControversie lavorative, violazioni diritti umani in filiera, perdita di reputazione socialeCause giudiziali per condizioni di sicurezza; scandali su fornitori in paesi a rischio
Rischi di governanceFrodi, corruzione, conflitti di interesse, scarsa trasparenza gestionaleMancanza di codice etico formale; concentrazione di potere senza controlli

Cosa possono fare le PMI oggi

Non è necessario avere un bilancio di sostenibilità completo per rispondere positivamente alle prime domande ESG delle banche. Ma alcune azioni concrete producono risultati già nel breve termine:

  1. Iniziare a misurare i consumi energetici: fatture elettriche, carburante, gas. Sono i dati più frequentemente richiesti.
  2. Formalizzare la politica di salute e sicurezza: aggiornare il DVR, dotarsi di statistiche sugli infortuni, documentare la formazione effettuata.
  3. Adottare un codice etico: anche uno snello, che copra anticorruzione, gestione dei conflitti di interesse e rispetto dei diritti delle persone.
  4. Mappare i rischi fisici dell'impianto: capire se il proprio sito produttivo è esposto a rischi idrogeologici o climatici (strumento gratuito: ISPRA risk map).
  5. Richiedere un bilancio di sostenibilità: un documento strutturato secondo GRI o VSME è la risposta più completa a qualsiasi questionario ESG bancario.
Il vantaggio della proattività

Le banche tendono a valutare positivamente le PMI che portano autonomamente le informazioni ESG, senza aspettare la richiesta. Un imprenditore che arriva con un bilancio di sostenibilità in mano dimostra consapevolezza, trasparenza e gestione del rischio — esattamente le qualità che le linee guida EBA richiedono alle banche di cercare.

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